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Metti una passione comune per la scrittura, il duecentocinquantesimo anno dalla nascita di Jane Austen, giorni di ottobre nel Regno Unito e quattro ostinate e testarde ragazze. Vi racconto il mio viaggio tra case antiche, luoghi letterari e case da tè nella splendida campagna inglese.

Com’è iniziata

Io non so più quante volte ho pensato di prendere e partire per visitare i luoghi “di Jane Austen”. Le ambientazioni, le case antiche, le sale da tè.

E l’ho pensato in tante salse diverse, eh!

Saranno ormai dieci anni che sono approdata nel mondo di Jane Austen – al mio secondo anno di università, la professoressa di letteratura inglese inserì nel syllabus la lettura di Northanger Abbey – e una cosa è certa: desideravo troppo di perdermi nelle bellezze della campagna inglese.

Ma vuoi per un motivo, vuoi per un altro, questa cosa non è si è mai realizzata. E quindi la mia scoperta dei luoghi di Jane Austen sembrava destinata a restare un sogno e niente più.

Galeotta fu la videochiamata

All’inizio dell’estate 2025, in un momento in cui non ero troppo soddisfatta di come andavano le cose dal punto di vista editoriale – la decisione di ritirare i miei romanzi auto-pubblicati dal mercato si faceva sempre più consistente –  io e le mie amiche scrittrici abbiamo fatto una lunga chiacchierata in video-chiamata.

Non ci eravamo ancora mai incontrate di persona, viviamo tutte in posti diversi e anche quando torno in Italia, sono molto lontana fisicamente da ognuna di loro.

Proprio così, tra una cosa e l’altra, salta fuori una combinazione particolare: quella voglia di fare un’immersione intensiva nei luoghi di Jane Austen, non era una cosa solo mia.

Anzi, era un desiderio comune.

“Sarebbe bello fare un viaggio insieme”, diciamo. Lo pensiamo seriamente. Decidiamo che si può fare. E nel giro di un mese, prenotiamo pure.

Era il 5 agosto, quando ho comprato i miei biglietti aerei. Il 10 ottobre, siamo partite per Londra.

Il programma di viaggio

Stilato da Giulia (@giulia_hikari), il nostro itinerario avrebbe previsto gite nella zona dell’Hampshire facilmente raggiungibili da Reading, punto prescelto per il nostro pernottamento.

Quindi, con arrivo e ripartenza da Londra, in quattro giorni abbiamo condensato l’esperienza regency viva degna di un romanzo di Jane Austen.

A questo punto, vediamo giorno per giorno, cos’abbiamo fatto. Inizia il diario di viaggio!

Giorno 1 – Londra, 10 ottobre

Parto da Stoccarda con un volo che intorno alle 13 mi porta a Heathrow. Non è  la mia prima volta a Londra, eppure, come sempre, la città mi colpisce per la sua atmosfera e l’aria particolare che senti addosso mentre cammini per le strade. Ho letto troppi romanzi per restare indifferente al fascino di questo teatro di mille avventure, immaginarie e non.

Da Heathrow arrivo alla zona di Paddington, dove avremmo trascorso la nostra prima notte. Dopo un pranzo veloce e un giretto per il quartiere, vengo raggiunta dalla mia prima compagna di viaggio: Alice (@alicebooklander). È la prima volta che ci incontriamo “dal vivo”, e ci viene spontaneo abbracciarci. Passiamo l’intero pomeriggio a passeggiare dentro Hyde Park, fino a raggiungere Buckingham Palace.

Dopo la lunga attesa per l’arrivo di un autobus a due piani, perché i nostri piedi urlavano: PIETÀ, torniamo in direzione ostello. Dal piano di sopra del bus rosso ci godiamo, oltre al riposto, anche un giretto panoramico.

Arrivate a Paddington, ceniamo in un ristorante messicano, e poi ci dirigiamo dritte dritte all’ostello. Intorno alle 23 arriva il resto della comitiva: Giulia, l’organizzatrice, e Carola (@carola.dig).

A questo punto, il party è completo, e siamo pronte a iniziare l’avventura.

Giorno 2 – Londra-Reading-Basildon Park, 11 ottobre

Sveglia a Londra, giretto nell’Hyde Park che ci saluta con colori autunnali pazzeschi e un gran numero di corvi. Assistiamo anche una scena piuttosto splatter che inevitabilmente mi fa pensare a Barbascura X: un gabbiano aggredisce, uccide e mangia un piccione con tutta la violenza del mondo. Greve, ma la natura funziona così. Fa schifo.

Intorno all’ora di pranzo, partiamo per Reading, dove abbiamo l’alloggio definitivo per il nostro soggiorno. Una volta arrivate all’appartamento, dopo un iniziale momento di sconcerto perché i letti non erano esattamente quattro come segnalato dall’host, ma ce la siamo cavata comunque, prendiamo un pranzo veloce fatto di sandwich e frutta al mini-market e ci dirigiamo a Basildon Park in taxi. NB: I mezzi pubblici per arrivarci sono rari e non sempre disponibili.

Basildon Park

La tenuta si raggiunge con una breve passeggiata dall’ingresso, ma una volta superato un piccolo bosco, appare in tutta la sua bellezza. Circondata dalla campagna, dove regna una pace bucolica, la casa offre ai visitatori un assaggio di storia senza tempo. I proprietari sono stati diversi e questo ha comportato una serie di modifiche al mobilio originale che però non la privano di zone d’interesse – come la stanza delle conchiglie o la cucina piena di prodotti da osservare come materiali storici. Certamente, l’impatto emotivo che ai fan di Jane Austen provoca la sala da pranzo, presente in diverse scene del film di Orgoglio e Pregiudizio del 2005, è unico nel suo genere.

Siamo state fortunate, in particolare, per due elementi insperati: 1) la giornata da noi scelta non era di quelle più affollate e 2) a un certo punto, su Basildon Park, è spuntato un sole autunnale che ha reso l’esperienza ancora più bella. Abbiamo visitato l’intera casa, poi i giardini. A quel punto, dopo essere riuscite a trovare un taxi che ci riportasse a Reading, siamo tornate nella nostra casetta.

Giorno 3 – Le case di Chawton e Alton, 12 ottobre

Il mattino ci saluta con una giornata nuvolosa che, però, non promette pioggia. Arriviamo alla stazione di Reading e ci mettiamo in viaggio verso Alton, raggiungibile con un paio di cambi e qualche chilometro a piedi. Una volta raggiunta la nostra meta, un signore molto entusiasta ci spiega come arrivare alla casa di Chawton, primo obiettivo della giornata. Ci mettiamo in cammino, e al nostro gruppo si unisce una ragazza australiana che va nella stessa direzione.

Tappa 1: Chawton House

La casa di Chawton è la prima vera tappa del giorno. Inutile, forse, dire quanto colpisca l’occhio questa tenuta stupenda, immersa in un parco verdissimo e circondata da alberi. Suggestione assicurata dalla presenza di una cappella privata e di un piccolo cimitero. La storia di Jane Austen si lega anche a questo posto, sebbene non fosse esattamente una sua proprietà. Uno dei fratelli della scrittrice, infatti, aveva ereditato questo cottage, e qui lei trascorse molti momenti felici, a leggere e scrivere. Cenni della sua presenza si trovano sparsi ovunque, come la piccola targa nella zona della casa da lei preferita per leggere. La libreria privata di Chawton House è visitabile su richiesta, per una questione di preservazione dei libri la porta deve restare chiusa. Il personale è gentilissimo, e i volontari sono tutti disposti a raccontare qualcosa di interessante.

Tappa 2: Alton House

A poca distanza da Chawton House, si raggiunge la casetta in cui Jane Austen, sua madre e sua sorella Cassandra hanno passato insieme i sette anni prima della morte dell’autrice. Personalmente, ho trovato la visita di Chawton più suggestiva, ma il sito di Alton è molto ben curato, lo shop souvenir offre moltissima scelta e il numero di ingressi limitato consente di fare una visita tranquilla e non troppo affollata.

Ritorno a Reading

Dopo l’infruttuosa ricerca di una sala da tè – non avevamo considerato che non c’era niente di aperto, dato che era domenica pomeriggio ed eravamo in un posto comunque non troppo turistico – saltiamo sul primo treno disponibile per riavvicinarci a Reading. Per un solo minuto perdiamo la coincidenza, ma ne approfittiamo per riposarci un po’. Prima di tornare a casa, ci fermiamo a cenare in un pub, e poi dritte a dormire: il giorno dopo, ci aspetta Bath.

Giorno 4 – Bath, 13 ottobre

La giornata si apre con una corsa al cardiopalma: siamo in ritardo mostruoso per il treno. Un tizio getta pure Carola per aria, mentre corre anche lui disperato verso il suo binario.

Il treno è alle 7:25.

Noi ci saliamo sopra alle 7:24.

Le porte si chiudono subito dopo il nostro ingresso in elegante stile “palla di cannone”. E dire che avevamo tutta l’intenzione di arrivare a Bath come signorine per bene!

Il viaggio, per fortuna, è abbastanza comodo e relativamente breve. Appena uscite dalla stazione, ci rendiamo conto di una cosa: Bath è spettacolare.

Passeggiare per le sue strade è letteralmente come fare un viaggio nel tempo.

Tappa 1: Roman Bath

Dopo una veloce colazione a base di dolcetti buonissimi e pain au chocolat anemici, ci dirigiamo allo stabilimento termale storico per una visita.

L’interno è curatissimo, educativo e ben organizzato. Restiamo più del previsto, ma ne vale la pena. Dopo una breve tappa a un negozio di tè (dove facciamo tutte le spese permesse dallo spazio esiguo concessoci dai nostri bagagli a mano), andiamo a visitare il Jane Austen Center.

Tappa 2: Jane Austen Center

Qui, veniamo accolte da un impersonatore di Wickham che ci racconta la storia di Jane Austen e i suoi rapporti con la città di Bath (l’autrice vi risiede per quattro anni), spiegando in questo modo la forte presenza di Bath nelle sue opere. Passiamo parecchio tempo a indossare costumi offerti dalla casa e fare foto che ci mettono di buon umore e ci fanno divertire. Terminata la visita, inizia la nostra caccia alle librerie. Ne giriamo un po’ mentre aspettiamo di prendere parte all’attività che forse aspettavamo di più: il tè pomeridiano.

Tappa 3: Jane Austen Afternoon Tea alla Pump Room

Alle 16:00 siamo alla Pump Room, sala da tè storica, e inizia la nostra esperienza Jane Austen Afternoon Tea. Dopo aver stabilito all’unanimità che il tè pomeridiano dovrebbe essere ancora oggi una consuetudine, ci rassegniamo a tornare nel 2025. Lasciamo Bath col cuore pieno e tanta, tanta voglia di tornarci quanto prima.

Giorno 5 – Bye bye, Austenland!, 14 ottobre

L’ultimo giorno ci saluta con un cielo grigio. Passeggiamo per il centro di Reading, prima di tornare a Londra. Qui, prima di andare ognuna per la sua strada (abbiamo tutte l’aereo in aeroporti diversi), ci fermiamo a cercare la statua dell’orsetto Paddington. E così com’è iniziato, il nostro viaggio giunge al termine.

E adesso?

Questa parentesi nella letteratura e nella storia inglese ha messo in testa a me, e alle mie compagne di viaggio, tante idee per storie future e non solo. Un’immersione così intensa in un ambiente e un’atmosfera che aspettavo di sfiorare da tutta la vita è difficile da sintetizzare, ma in due parole dirò che mi ha riempito il cuore. È stato un gran privilegio, un viaggio così, però, e soprattutto, è stato bello condividere queste giornate con qualcuno che, tanto quanto me, avrebbe sicuramente scatenato la disapprovazione di Lady Catherine de Bourgh per le fantasticherie creative venute fuori dalla sua testa.

 

A voi è mai capitato di fare un viaggio a tema con qualcuno che condivideva le vostre stesse passioni? Se vi fa piacere, raccontatemelo nei commenti. Non vedo l’ora di leggervi!